giovedì 24 maggio 2007

Longo è lo cammino, ma grande è la meta

All’una tutta l’armata Brancaleone è in piedi. Basta mettere il naso fuori per capire che siamo capitati in un bel posticino. C’è una bella luce, l’ostello è una specie di motel con camere carine e cucina in comune. Il valore aggiunto del luogo è comunque il lago Cecile e tutto lo spazio bucolico antistante con ponticelli, statue, fontana, piscina, ed angolo tutto accessoriato per il barbecue.



Fatta una prima passeggiatina con reportage fotografico sulla flora e la fauna autoctona, andiamo ad esplorare la zona esterna all’ostello anche in cerca di cibo. Optiamo per un messicano senza infamia e senza lode. Poi gifts and souvenirs a volontà, nei vari negozi di gifts e souvenirs per turisti in vena di pacchianerie. Ileana non resiste di fronte a graziose infradito a stelle e strisce; degno di nota anche lo zippo di Enrico già appositamente rigato, effetto anticato. Giretto in un paio di negozi tecnologici convenienza zero e rientro in ostello con un paio di menù per sfamare Lidia e Antonio che studiano a oltranza.

Prossima attività in programma: spesa presso il vicinissimo Publix, catena di supermercati della Florida di cui ormai siamo clienti affezionati. Se solo avessimo cominciato a raccogliere i punti...
In quattro e quattr’otto compriamo tutto l’occorrente per festeggiare la consegna del portfolio. Bistecche, costolette e salsicce per il barbecue, birra, pane, patatine, torta di mele e affini. Piro, un po’ schizzinoso con certi tipi di torte, si dirige verso il chilometrico banco frigo del gelato e lo ispeziona in lungo e in largo in preda a indecisione tra gusti cremosi e fruttosi. Alla fine la vaniglia fa tutti contenti.

Torniamo che è già notte. Gli uomini si dedicano al fuoco. Le fanciulle, nel frattempo, si affaccendano intorno alla tavola e imparano presto a tenere la bocca chiusa, a non dare consigli a Piro, che sa bene dove e come posizionare la ciccia sulla graticola, visto che sarà, come minimo, al suo centesimo barbecue. Quando tutto è quasi pronto, il dio delle variabili fatum decide di far piovere quel tanto che basta per farci sgombrare la tavola e farci desistere dal mangiare all’aperto. In realtà, Lidia ed Enrico erano andati a prendere non so cosa in camera e, come noteremo di qui in avanti, la loro vicinanza porta acqua. Mangiamo di gusto e ci scoliamo prima l’ottimo vino californiano che la gentilissima moglie del rettore ci aveva portato in dono a casa di Gioia, poi il bottiglione che Massimino ci aveva lasciato in eredità.

Come terminare la serata? Raggiungiamo il lago e cerchiamo in tutti i modi di togliere dalla testa di Antonio l’idea di farsi il bagno. Inutile. Fisico da kouros greco un po’ appesantito, sguazza in quell’acqua salmastra popolata da chissà quali creature. Poi facciamo contenta Ileana e, alle tre di notte, finiamo di infrangere le regole dell’ostello che teoricamente chiude alle undici, e ci tuffiamo tutti in piscina. Che giornata!

1 commento:

Unknown ha detto...

Eh sì, ho proprio un bel kouros... l'acqua era limpida e voi troppo pavidi