martedì 1 gennaio 2008

Palme al vento

Che la Florida è il Sunshine State c’è scritto anche sulle targhe delle macchine. Perciò il mio maglione pesante volevo lasciarlo a Lidia, a tutti i costi, visto che a Buffalo e alle cascate del Niagara loro avrebbero sicuramente trovato freddo. Ma Lidia non l’aveva preso e da esperta di mare qual è preannunciò:”Tienilo tu, farà freddo in spiaggia la notte”! Penso a lei e alla sua saggezza sarda mentre mi imbacucco.
Si fanno avanti un uomo, forse il guardiano del posto, e un ragazzo. Scambiamo due parole. Sembra che possiamo rimanere lì senza problemi ad aspettare il giorno. Tempo cinque minuti e Antonio e Enrico dormono come due pupi. Un’oretta di sonno me la farei pure io, ma se arriva qualcuno e ci deruba? Mi viene questa fisima e così rimango sveglia a fare la guardia al bagaglio.

Non piove. Solo qualche goccia. Ma le nuvole viaggiano veloci. Quando la luce si rischiara un po’ faccio una passeggiatina lì intorno. Il Beach Place è tutto per me. Guardo le vetrine dei negozi chiusi: costumi, parei, tavole da surf, varia oggettistica da mare. Lì dietro c’è anche il bancomat. Prelevo gli ultimi 60 dollari perché sono rimasta a secco e ho già qualche debituccio da saldare. Quando Enrico si sveglia andiamo a fare le foto sulla spiaggia. Le palme sono ancora piegate dal vento e il mare è burrascoso.

Cominciano a farsi vivi i primi mattutini: un paio di sportivi salutisti che fanno jogging e un gruppetto di turisti anzianotti che ispezionano il Beach Place passando alla larga dal povero Antonio ancora dormiente e da tutti quei fagotti che gli avevamo lasciato intorno. Poi finalmente arriva il proprietario di uno dei bar e con Enrico siamo i primi clienti di giornata.
Possibile che non possiamo rispettare i nostri programmi per via di quattro nuvolette? Andarsene via dalla Florida senza l’ultimo pediluvio nell’Oceano! O senza bagno per chi non ha paura dell’acqua e sa nuotare fin da bambino in tutti gli stili possibili e immaginabili!

Mentre Antonio si risveglia, il sole squarcia le nuvole. La temperatura diventa gradevole. Adesso la spiaggia non ce la toglie nessuno. Siamo o non siamo nel Sunshine State? Lì per lì confido che la mia sensazione di fronte all’Oceano è quella che Kant intendeva quando parlava di “sublime”. Nonostante la giornata sia particolare e io sia riuscita ad immergermi addirittura fino al ginocchio, mi porto via il ricordo vivido di una buona dose di questa rispettosissima fifa.