sabato 2 giugno 2007

Ciao King Kong

Comincia qui la mia astinenza da levotiroxina sodica. Nel bagaglio di Lidia, ancora disperso, c’era anche la mia busta delle medicine, stile Sora Lella. Cerco di non farla più grave del dovuto, ma senza Eutirox la tiroide può fare mille scherzi: tachicardia, depressione, insonnia. Meglio non pensarci. Andiamo a fare colazione. Piro dopo aver scoperto, nei lontani giorni del campus, la formula per avere un hamburger come quello di Laura Fedeli, “another ugual”, stamattina trova la formula anti-ustione: “Hot, but not very hot!”. E riuscirà ad ottenere del latte tiepido. Già, perché gli americani, di solito, con le bibite non hanno vie di mezzo: o ci immergono tanti bei cubetti di ghiaccio o te le appioppano con le molecole vorticose dell’ebollizione. E bravo Piro!

Sosta in un negozio di Midtown per acquistare qualche indumento moda-estate, poi finalmente siamo sotto l’Empire State Building vero (non quello finto, quel grattacelino che Enrico additava e fotografava da ieri!). Come avrà fatto quel francese mezzo matto che si veste da uomo ragno ad arrampicarsi fin lassù in cima? Altro che multa! Al manicomio!
Enrico ed io vogliamo salire su, non emulando il francese, ma via ascensore sì, perché no? Che siano pure 18 dollari, chissà quando ci ricapita! Basta questo discorsetto e si convincono tutti. Ci mettiamo in coda per fare la coda per il biglietto, poi in coda per il biglietto, poi in coda per l’ascensore.
Dal primo all’ottantesimo piano si sale in circa due minuti. Poi si cambia ascensore per affrontare gli ultimi sei piani. Abbiamo girato e rigirato lungo il perimetro guardando giù e all’orizzonte, aspettando che la foschia si dissolvesse un po’, scattando un’infinità di foto. Potenza e sacralità. Il sotto e il sopra. Il traffico minuscolo e il cielo. Quando viene a piovere ci rifugiamo nell’area souvenirs dove King Kong la fa da padrone. La vista migliorerà un po’ subito dopo. Finisco tutti i quarti di dollaro per cercare di vedere qualcosa attraverso gli appositi binocoli piazzati tutt’intorno. Ma per quando metto a fuoco il tempo a disposizione del turista miope è terminato. Ecco perché consigliano di togliersi gli occhiali! E’ una fregatura.


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